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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Il ricatto morale come strategia di manipolazione

Sottili ricatti morali a volte condizionano la vita.
Nel ricatto morale c'è , implicita, la minaccia di punizione, diretta o indiretta.
Invece di valutare con lealta' il motivo del disaccordo, l'astuto manipolatore sfrutta i sentimenti, le paure, il senso del dovere o di colpa dell' altro.
Il ricattatore non e' una persona malvagia, che si alza pensando chi puo' tormentare.
Al contrario, egli si considera benevolo e affettuoso: il cattivo, l' ingrato non e' lui, ma il suo capro espiatorio che spesso ama di un amore soffocante.
Un primo passo per uscire da questo impasse consiste nel riflettere sulle strategie che il manipolatore utilizza.


Ribaltare
Il manipolatore ribalta i termini del conflitto e colui che chiedeva spiegazioni viene accusato di insinuare cose non vere e di essere la causa di disaccordo.

Indebolire
La vittima (che non esaudisce i desideri) viene definita tout - court malato, pazzo, isterico. Si cerca di indebolire la fiducia della vittima in se stessa, per ottenere obbedienza. Se, ad esempio, si tratta di una coppia, il manipolatore potra' elencare tutti gli eventi negativi vissuti insieme, attribuendoli esclusivamente ai problemi emotivi dell' altro.

Nascondere
Un' altra condizione patologica si verifica in quelle famiglie che custodiscono segreti di abuso infantile, alcolismo, suicidi, ecc. e che decidono tacitamente di tenere nascosto cio' che e' accaduto. Se un familiare, invece, ne parla, gli altri possono marchiarlo come mitomane, bugiardo, distruttore di famiglie.

Cercare complici
Se la "vittima", non collabora, il manipolatore puo' cercare degli alleati tra familiari, amici, religiosi. Confrontare. Perche' non riesci a essere come... Parole che fanno da pungolo emotivo che puo' centrare il bersaglio. La trappola funziona quando si cede al ricattatore per dimostrargli che si e' sbagliato.


Il ricatto morale è una forma di manipolazione che puo' essere usata per ottenere cio' che si vuole dalle persone vicine e di cui si conoscono i punti deboli.
Chi vuole manipolare un altro dopo aver individuato alcune sue aree di vulnerabilità, si serve poi dell'induzione del senso di colpa come potente strumento di controllo, ben sapendo che il "colpevole", sentendosi tale a causa spesso esclusivamente delle accuse o critiche che lo fanno sentire in dubbio di aver fatto qualcosa di male o comunque di ingiusto, sbagliato o poco valido pur non essendo così, è comunque pervaso da un sentimento che può indurlo a fare qualsiasi cosa per l'altro per ottenerne il perdono ed il suo rinnovato riconoscimento.
Indurre il senso di colpa per il proprio personale modo di essere e di sentire è una leva emotiva potentissima della manipolazione psicologica.
D'altra parte la ricerca dell'assoluzione dell'altro e da parte di noi stessi per aver tradito la sua richiesta di adeguarci ad un modello di comportamento ritenuto dal manipolatore giusto e desiderabile, può scattare in noi ogni qualvolta qualcuno ci fa sentire sbagliati per un nostro modo di essere e sentire, non conforme a quel suo specifico modello.
Vediamo quindi che la manipolazione psicologica trova le sue basi iniziali su dei principi morali ed etici, seppure mal utilizzati in questi tipi idi relazioni basate sulla manipolazione, che prescrivono come dovremmo essere e cosa dovremmo fare e sentire per conformarci al modello richiesto di brave mogli o bravi mariti, bravi figli, bravi genitori, bravi pazienti, bravi amici o studenti, ecc.
Sono principi utilizzati in modo disfunzionale sia dal manipolatore che dal manipolato.
 Il primo perché si serve della sua veste -e si investe - di autorità per far sentire inferiore l'altro ed utilizza le sue zone di vulnerabilità a cui cerca di avere dapprima accesso con vari metodi seduttivi ,a seconda del suo ruolo - marito, moglie, capo, professionista - per colpirlo e farlo sentire in colpa e sminuito, in modo da ottenere comunque ciò che vuole.
Il secondo perché facendosi manipolare, fornisce all'altro un potere sulla sua vita e su ciò che dovrebbe pensare e fare e soprattutto, cosa più grave, come essere cosa sentire pena l'insicurezza ed impotenza, il senso di colpa ed i morsi della coscienza.
Il manipolatore ha successo soltanto se trova nella vittima dei punti deboli, che possono essere:

Un bisogno eccessivo di approvazione
Non c' e' nulla di male nel desiderare l' approvazione, o nel chiederla alla persona che ti sta vicino; ma quando l' approvazione diventa una droga da assumere in dosi costanti, e' facile essere manipolati.

Un grande timore dei conflitti
Chi non tollera la minima divergenza si affretta a fare e a ottenere immediatamente la pace evitando qualsiasi chiarimento. Preferisce cedere su tutto pur di non litigare.

La sindrome di Atlante
Come il mitico Atlante che portava il mondo sulle spalle, alcuni tendono ad assumersi non soltanto le proprie responsabilita' , ma anche quelle degli altri (Sindome di Atlante) facendosi pero' sistematicamente carico del benessere, delle scelte e delle decisioni degli altri (per es. dei componenti la famiglia), si finisce per essere individuati come la fonte principale dei malesseri e delle insoddisfazioni di cui in realta' non si e' per nulla responsabili.

Scarsa fiducia nelle proprie capacità
E' facile lasciarsi ferire da critiche ingiuste quando si e' insicuri, specialmente se le critiche provengono da persone autorevoli e che stimiamo; ma se non si ha fiducia in se stessi si puo' finire per fare cose che non si vorrebbero fare, soltanto per compiacere gli altri.





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